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Baldur's Gate: Enhanced Edition

Un gruppo di sviluppatori riunito sotto l'etichetta Overhaul Games ha dato vita a una versione riveduta e corretta di uno dei più grandi capolavori del gioco di ruolo digitale, quel Baldur's Gate firmato da Bioware che ha dato vita a una vera e propria rinascita del genere. Scopriamo se val la pena tornare sulle lande di Faerun.

1. Morti e rinascite

Uno dei più diffusi luoghi comuni relativi all'intrattenimento digitale, ma forse potremmo dire ai prodotti digitali nella loro generalità, afferma che essi invecchiano molto rapidamente. Questo invecchiamento si trasforma, spesso, in vera e propria 'morte': ossia nell'impossibilità di utilizzo, e nella conseguente impossibilità, per chi arriva tardi, di conoscere direttamente i prodotti che magari hanno fatto la storia di un determinato settore. Se un software è legato troppo strettamente all'hardware della sua epoca, infatti, può essere necessario un rifacimento quasi totale per poterlo adoperare con altre macchine e in altri periodi storici. Ebbene, la bella notizia a questo proposito è che talvolta la passione, che un po' come l'amore è in grado di smuovere le montagne, può riuscire a far letteralmente resuscitare i capolavori del passato, rendendoli disponibili alle nuove generazioni. È quel che è successo per esempio ai giochi di ruolo digitali legati al motore Infinity, i prodotti che hanno fatto la storia del nostro hobby nei tecnologicamente lontanissimi anni Novanta del secolo scorso: gli appassionati agiscono già da anni per renderli compatibili con le alte risoluzioni e con i formati widescreen, e i risultati sono davvero degni di nota, come abbiamo avuto modo di osservare nell'ultima recensione di Baldur's Gate che abbiamo pubblicato.

L'interesse verso questi giochi (non ci riferiamo, in questo caso, alla sola saga di Baldur's Gate ma anche a quella di Icewind Dale e al mai troppo osannato Planescape: Torment) è talmente vasto in seno alla comunità da aver portato all'elaborazione di un vero e proprio progetto commerciale, incentrato per l'appunto sulla 'rinascita' dei capolavori basati sull'Infinity. È proprio del primo risultato tangibile di questo progetto che ci apprestiamo a parlare, ossia di Baldur's Gate: Enhanced Edition, pubblicato lo scorso novembre dalla casa di sviluppo Overhaul Games, divisione di Beamdog, marchio nato principalmente come piattaforma di digital delivery. Lo sviluppo di questa nuova versione dell'immortale capolavoro di Bioware ha scatenato notevole interesse nonostante la presenza di tanti mod dall'obiettivo simile, e questo per tanti motivi: intanto per le nuove funzionalità promesse, per il supporto di tipo professionale, ma soprattutto perché il capo di Overhaul Games è nientemeno che Trent Oster, uno dei fondatori di Bioware e uno degli autori stessi del gioco originale. Quale migliore garanzia di qualità e di fedeltà al passato? Andiamo a scoprire se la fiducia è stata ripagata.

 
Ecco come appare la nuova interfaccia di gioco; un tasto permette di farla scomparire del tutto
 
Il livello massimo di zoom non serve praticamente a nulla

2. Faerun in alta risoluzione

Naturalmente in questa sede non ci soffermeremo tanto sul gioco originale in sé, per il quale rimandiamo alla recensione pubblicata a suo tempo e del quale, considerata anche l'importanza storica e il successo, daremo per scontata una conoscenza almeno basilare: il nostro sguardo sarà invece puntato sulle novità. La prima e fondamentale è naturalmente il supporto alle tecnologie odierne: Baldur's Gate aveva una risoluzione di 640x480, notevole per l'epoca (1998) ma assolutamente inutilizzabile nei monitor di oggi, complice anche la scarsa capacità di interpolazione dei cristalli liquidi e del plasma e il conseguente 'spixellamento' delle immagini. Come abbiamo già avuto modo di scoprire, gli appassionati hanno realizzato mod che adattano le schermate di gioco alle nuove risoluzioni, con procedure di pura e semplice 'traduzione' e adeguamento del materiale originale: il risultato è senz'altro degno di nota, ma non privo di inconsistenze e problemi. Le cose in genere funzionano bene nella schermata di gioco principale, ma molto meno bene nelle schermate secondarie (come quelle dell'invetario o delle magie), nelle quali l'interfaccia originale è ridotta a un francobollo al centro dello schermo, circondato da bande nere o decorate. 

I ragazzi di Overhaul Games hanno preso la faccenda di petto e riscritto gran parte dell'interfaccia, che ora, come si nota molto bene dalle immagini, si distende a occupare tutto lo spazio disponibile in ogni schermata. Va anche apprezzato il fatto di aver messo maggiormente in luce, rispetto al gioco originale, certe informazioni non sempre di immediato accesso e di istantanea intelligibilità: si vedano ad esempio i valori della CA (Classe Armatura) o del THAC0 (To Hit Armor Class 0, in pratica il cosiddetto tiro per colpire) corredati dai rispettivi modificatori. Purtuttavia, una semplice occhiata all'apparato iconografico di questo articolo fa emergere subito che la Enhanced Edition di Baldur's Gate non brilla affatto dal punto di vista estetico: anzi, per certi versi il gioco originale moddato sembra, almeno nella sua schermata principale, un prodotto più recente. La motivazione è che le nuove texture e gli artwork utilizzati per la creazione della nuova interfaccia hanno un aspetto inspiegabilmente retrò, insistentemente 'sgranato'. Siamo convinti che molti utenti penseranno, dopo il primo avvio, di aver sbagliato qualcosa: magari si metteranno a cercare tra le opzioni quella per l'aumento della risoluzione, e ci resteranno malissimo scoprendo che non esiste alcuna opzione dato che la risoluzione viene impostata automaticamente sulla stessa del desktop.

A questa scelta, francamente inspiegabile, i programmatori hanno talvolta risposto adducendo come motivazione il fatto che non è stato loro possibile, per ragioni di diritti, accedere a grosse parti del codice originale del gioco: ma il lavoro dei modder dimostra che si poteva e si doveva fare di più. Magari tralasciando alcune nuove opzioni rese di fatto inutili dalla vetustà del motore: per esempio lo zoom, che permette di inquadrare quasi in primo piano i personaggi del nostro party, con risultati che lasciano parecchio amaro in bocca. Per il resto, la filosofia di fondo della conversione sembra in gran parte simile a quella già messa in atto nei mod: gli sprite e le animazioni sono gli stessi già visti all'opera nel secondo capitolo della saga, Shadows of Amn, del quale vengono introdotti anche la modalità di sviluppo del personaggio e i kit di classe selezionabili all'inizio della partita (integrati da qualche novità, nessuna particolarmente eclatante). Siamo convinti che dopo la grande attesa creata nella comunità da questo progetto, il primo impatto con il minimalismo e la mediocrità del suo aspetto abbiano deluso gran parte degli appassionati. Vediamo se va un po' meglio con i nuovi contenuti e le nuove modalità di gioco.

 

Le parti riuscite meglio della nuova interfaccia sono le schermate secondarie

 
I nuovi dialoghi non partono sempre nelle occasioni più plausibili...

3. I nuovi contenuti

Al di là dei tecnicismi, la novità più importante introdotta dalla Enhanced Edition di Baldur's Gate è senza dubbio l'aggiunta, all'ampio ventaglio di potenziali compagni di viaggio arruolabili dal party già presente nel gioco base, di tre nuovi personaggi. Scorrete un po' più in basso per scoprire qualcosa di più sulla loro identità: gli autori hanno giustamente deciso di collegarli alle nuove classi e ai nuovi kit, così da dar modo ai giocatori di sperimentare questi comparti anche se viene scelto un protagonista più 'tradizionale'. I nuovi personaggi sono importanti perché rappresentano il viatico attraverso cui Overhaul tenta di innestare nel primo capitolo di questa gloriosa saga quella che poi è diventata una delle caratteristiche principali della medesima: l'attenzione, per l'appunto, verso la personalità dei PNG. I dialoghi intrecciati tra il protagonista e i suoi compagni di viaggio (o anche tra questi ultimi in totale autonomia) sono ancora oggi ricordati come la punta di diamante di Shadows of Amn: non potendo Oster e i suoi aggiungere dialoghi ai personaggi già esistenti, per le solite ragioni di diritti a cui già accennavamo prima, non restava che l'opzione di aggiungere nuove personalità, avendo cura di tratteggiarle a tutto tondo e non in maniera abbozzata come avviene nel prodotto base. Ebbene, ci sentiamo di dire che lo sforzo è ammirevole e i risultati in qualche caso anche degni di nota, soprattutto dal punto di vista della cura del doppiaggio: eppure, neanche in questo caso l'evento ha pienamente soddisfatto l'aspettativa. Anzitutto perché le quest inedite legate ai tre nuovi personaggi sono scandalosamente minimaliste e danno l'impressione di essere state completate in fretta e male, dato che si risolvono nella pura e semplice necessità di esplorare una nuova ambientazione ripulendola dai nemici. In secondo luogo perché i nuovi dialoghi, che peraltro partono spesso in circostanze del tutto improbabili (per esempio subito prima di un pericoloso combattimento), non risultano fusi adeguatamente al resto del gioco. Rispetto ai nostri taciturni compagni di sventure, i personaggi della Enhanced Edition sono logorroici ed eccessivamente auto-centrati: la loro presenza, anziché arricchire l'esperienza, rende le sessioni di gioco discontinue e squilibrate. A costo di ripeterci, ci tocca dire ancora una volta che una robusta dose di modding al prodotto base può arrivare a risultati migliori: certo, i modder non hanno problemi di diritti da rispettare, ma il fatto che il cosiddetto banter pack per l'originale Baldur's Gate sia sostanzialmente più godibile dei nuovi personaggi della Enhanced Edition la dice lunga sulla deludente qualità di quest'ultima.

Gli altri nuovi contenuti si collocano al di fuori dell'avventura originale. Anzitutto, la Enhanced Edition offre un lungo e dettagliato tutorial pensato per i neofiti: si tratta di un buon lavoro, ma nulla di cui si sentisse un impellente bisogno dato che tutto il prologo dell'avventura, le celeberrime prime sequenze ambientate a Candlekeep, vennero a suo tempo concepite proprio come una sorta di addestramento al gioco vero e proprio, che inizia solo col primo capitolo. In secondo luogo, il menu principale ci dà anche la possibilità di scegliere una inedita campagna alternativa, chiamata The Black Pits. Anche in questo caso non è d'uopo innalzare di troppo l'asticella dell'aspettativa: si tratta, infatti, di una sorta di arena dove combattere contro mostri progressivamente più potenti. Al giocatore è richiesta la creazione di un intero party di sei personaggi (ma chi vuole può anche scegliere quelli già pronti), il loro equipaggiamento presso alcuni mercanti usando una quantità predefinita di monete e infine la "direzione d'orchestra" in combattimenti che richiedono talvolta strategie complesse per poter essere superati. Il tentativo di mettere assieme una sorta di storia che faccia da sfondo agli scontri è presente, ma si tratta di un dettaglio trascurabile. Pur con tutto l'affetto che proviamo per il meraviglioso sistema di combattimento messo a punto da Bioware per il motore Infinity, in questo momento storico di tutto abbiamo desiderio tranne che di combattere per ore, per il semplice gusto di farlo, usando un motore di gioco vecchio di più di dieci anni. Le energie spese per creare The Black Pits sarebbero state meglio investite altrove.


Excursus: i nuovi compagni di viaggio
Attenzione: spoiler!


Dorn Il-Khan è un mezzorco di classe blackguard, una sorta di versione malvagia del paladino. Originario delle valli innevate del Nord e cresciuto nei dintorni di Luskan, lo troveremo a vagare per la Costa della Spada per motivi inizialmente non chiari. Brutale e di poche parole, saprà farsi valere al nostro fianco grazie alla potenza della sua inseparabile spada nera. La voce di Dorn è dell'attore statunitense Gord Marriott.


Neera è un mezzelfo appartenente alla nuova classe del wild mage (mago selvaggio). Un kit davvero interessante: per ogni magia lanciata, c'è una piccola possibilità che l'effetto sia non quello previsto ma uno assolutamente casuale. I temibili Red Wizard di Thay tentano da sempre di catturare tutti i maghi selvaggi esistenti: la missione di Neera riguarda proprio la necessità di liberarla dalla persecuzione. La voce di Neera è dell'attrice statunitense Nicola Elbro.


Rasaad yn Bashir è un monaco umano proveniente da Calimport. Dopo un'infanzia difficile, viene cooptato nell'Order of the Sun Soul, ordine religioso devoto alla dea lunare Selune. Profondamente devoto ma tormentato dai fantasmi del suo passato, Rasaad è un compagno leale anche se la strana progressione della sua classe può renderlo un problema da gestire nelle prime fasi della partita. La voce di Rasaad è nientemeno che del grande attore Mark Meer, notissimo al pubblico dei videogiochi in quanto protagonista della saga di Mass Effect nei panni del capitano Shepard.

4. Il supporto

Chi ha seguito lo sviluppo della Enhanced Edition ha dovuto fare i conti con continui rinvii, talvolta annunciati a ridosso della data di pubblicazione prevista: già in quei momenti era chiaro che ci si trovava di fronte a un gruppo di autori non particolarmente coordinato, almeno sul piano del marketing. Le vicende immediatamente successive alla comparsa del gioco sono state gestite con modalità ancora peggiori. Anzitutto, il prodotto è uscito in uno stato che si può solo definire imbarazzante: crash continui, mancanza di molte funzionalità, possibilità di personalizzazione praticamente inesistenti. Da lì è partita per fortuna una continua e robusta serie di patch correttive, l'ultima delle quali risale a marzo: adesso possiamo almeno dire che il gioco è stabile su gran parte dei sistemi. Una magra consolazione, se si pensa che siamo di fronte al prodotto che avrebbe dovuto far rinascere in grande spolvero un classico del passato. Anche perché tutto si può dire tranne che questo gioco sprema le risorse delle macchine da gioco attuali: eppure la sua programmazione è così insoddisfacente da far rimpiangere, lo diciamo per l'ennesima volta, la versione originale arricchita dai mod.

Racconteremo qui una vicenda secondo noi esemplare del pressapochismo dei ragazzi di Overhaul Games. La Enhanced Edition vanta anche un nuovo set di filmati, peraltro caratterizzati, ancora una volta, da qualità quanto meno discutibile (anche per lo stile 'cartoonesco', non esattamente a suo agio con le atmosfere realistiche che permeano il gioco): ebbene, il fimato di apertura della campagna, che è un brano di compute grafica passato davvero alla storia del nostro hobby preferito, è stato rifatto in termini più brevi e sintetici. Già questo è un delitto: lo sfregio però è andato oltre, dato che gli autori hanno pensato bene di togliere completamente da quel filmato la citazione di Nietzsche posta in apertura del medesimo, forse l'arguzia principale partorita da Bioware sul piano dei contenuti. In forza di quella citazione, tutta l'avventura può essere letta come una metafora della indissolubilità tra bene e male: chi guarda nell'abisso (leggi: chi combatte il male, o anche solo chi tenta di conoscerlo per sconfiggerlo) è a sua volta guardato dentro dall'abisso stesso. La forza di qualsiasi sistema etico è destinata a infrangersi di fronte alla pura e semplice impossibilità di fare vere scelte di campo morali in un universo dove il male esiste e va affrontato. Ebbene, già pochi minuti dopo la pubblicazione della Enhanced Edition la rete si popolava di proteste da parte del pubblico, indignato per la scomparsa della citazione. Overhaul Games correva subito ai ripari, re-introducendola di sguincio attraverso una delle tante patch. Ma come è venuto in mente a un gruppo di sedicenti appassionati ed esperti del gioco originale, capitanati per giunta da uno che c'era quando questo veniva realizzato e acclamato, di agire con tale leggerezza?

 
Questa è una delle nuove ambientazioni collegate alla missione di Neera
 
La nuova schermata dell'inventario

5. Conclusioni

Non ci fa nessun piacere dirlo, ma complessivamente la Enhanced Edition di Baldur's Gate è una cocente delusione. I nuovi contenuti sono di qualità incerta e discontinua, e il riadattamento tecnologico soffre di storture e inconsistenze non trascurabili: pur essendo decisamente migliorato con i vari aggiornamenti che ha avuto nelle settimane dopo la pubblicazione, il prodotto resta caratterizzato da molti tratti grezzi e da un piglio pressapochistico che, di fianco all'immenso prestigio del gioco originale, rischiano per assomigliare a una vera e propria eresia. Ribadiamo il consiglio ripetutamente dato nel corso dell'articolo: ora come ora, l'esperienza migliore di Baldur's Gate è quella che si ha installando e moddando il gioco originale. Non ci resta che sperare che i programmatori imparino dell'esperienza e non facciano un simile scempio anche per la riedizione di Shadows of Amn, la cui pubblicazione è prevista per questa estate.

Tre pregi di Baldur's Gate: Enhanced Edition
Tre difetti di Baldur's Gate: Enhanced Edition
È Baldur's Gate!
Innumerevoli incertezze tecniche
La nuova interfaccia è ricca di informazioni
I nuovi contenuti sembrano spesso fuori posto
I nuovi personaggi hanno dialoghi interessanti e ben doppiati
Stilisticamente vetusto e poco ispirato

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