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Tra fantasy e realtà

Il background creato da Bioware per Dragon Age è profondo e interessante, soprattutto perché pone l'accento su problematiche di forte attualità, quali la convivenza tra diversi, il rapporto della religione con il potere, la violenza con cui quest'ultimo raggiunge i suoi scopi. Le risposte offerte dai programmatori sono talvolta semplicistiche, ma va sicuramente apprezzato il tentativo di andare oltre la superficialità delle apparenze: non rischia nulla dal punto di vista dei contenuti solo chi non racconta nulla. Particolarmente curiosa risulta, in quest'ambito, la quantità di somiglianze che la storia di Ferelden manifesta con la storia 'vera'. Abbiamo già citato la vicinanza tra il precario equilibrio del sistema politico di Ferelden e la situazione storica europea nell'età del particolarismo alto-medievale; ma ci sono occasioni in cui le vicende narrate ricordano da vicino tematiche di scottante attualità. Un ottimo esempio sono gli elfi Dalish: la razza elfica dominava incontrastata il continente di Thedas, nell'antichità, ma venne ridotta in schiavitù dall'invasione degli umani. Nell'epoca in cui è collocato il gioco, molti elfi vivono in ghetti all'interno delle città e in molti casi continuano a essere schiavizzati dagli umani o comunque a essere privati dei loro diritti più elementari; gli elfi più combattivi, però, non rinunciano alla loro tradizione e vivono nelle foreste, lavorando per la riconquista di almeno una parte del loro antico potere e soprattutto del loro antico stile di vita. Il modo in cui la storia elfica viene raccontata dai Dalish ricorda parecchio le vicende del popolo di Israele, con tutti i lati chiari e i lati scuri irrimediabilmente collegati alla faccenda; inoltre, la migrazione di massa intrapresa dai Dalish verso territori incontaminati per fuggire alla morsa del potere umano viene chiamata "La Lunga Marcia", con evidente riferimento all'impresa compiuta da Mao durante la guerra contro il Kuomintang in Cina.

 
Gli elfi ghettizzati in città devono sopportare ogni sorta di angheria
 
Il recupero delle ceneri di Andraste è un punto centrale della trama

Forse ancora più interessante è il modo in cui gli autori hanno tratteggiato la tematica religiosa. Nell'antichità, gli esseri umani veneravano gli Old God, una schiera di potenti draghi che, avendo sfidato il potere del Creatore, erano stati confinati sottoterra dal medesimo. La prima invasione demoniaca venne causata proprio dalla corruzione diffusa da questi draghi, capace di trasformare in prole oscura perfino i più potenti maghi dell'impero di Tevinter. Con le invasioni barbariche che costringono l'impero ad arretrare da Ferelden, emerge la figura di una profetessa, Andraste: la sua predicazione è incentrata sulla necessità di adoperare la magia per servire l'uomo anziché per fomentare guerre, nonché sulla nozione che l'unico vero dio è il Creatore, mentre gli Old God sono solo potenti creature terrene. Andraste, chiamata dai suoi seguaci la "sposa del Creatore", viene tradita dal suo compagno Maferath e martirizzata: dopo questo evento, il culto del Creatore e della sua profetessa inizia a diffondersi in tutto Thedas, fino a diventare una vera e propria chiesa istituzionalizzata, il "Chantry", dotata di riti e credenze complesse. La somiglianza storica del passaggio tra il dominio dell'impero di Tevinter e la Ferelden 'barbarica' con il passaggio dall'Impero Romano all'età altomedievale trova puntuale riscontro anche nelle vicende religiose: Andraste è chiaramente modellata sulla figura delle martiri cristiane, a tratti ricorda lo stesso Gesù oppure Maria, e la sua polemica contro gli Old God è del tutto simile alla polemica cristiana contro i culti pagani. L'aspetto forse più interessante della faccenda è che finalmente anche in un videogioco la religione viene rappresentata anzitutto come un prodotto culturale, legato ai mutamenti della politica e dell'economia. Andraste è un personaggio storico frutto del suo tempo, successivamente mitizzato dagli epigoni: il suo "Creatore" non dà alcun segno della sua esistenza, se non nelle visioni di qualche personaggio borderline (come la nostra Leliana). Certo, anche in questo caso non mancano gli svarioni (come le ceneri di Andraste, dotate concretamente di miracolosi poteri taumaturgici), ma il passo avanti rispetto alla solita religione 'da videogioco', vista come racconto di fatti reali anziché come un prodotto culturale, mi pare assolutamente evidente.